lunedì 13 agosto 2012


Olimpiadi Londra 2012
dal 28 luglio                                  al 12 agosto

 i 5 cerchi delle Olimpiadi 
                



Ecco la classifica delle medaglie di ogni paese. Noi siamo ottavi con 28 medaglie in totale. Un buon risultato! ...contando che le nazioni del mondo sono tantissime!



Italia: 8 medaglie d’oro

Scherma: 3

Fioretto Femminile: Di Francisca

Fioretto Femminile A Squadre (Di Francisca, Errigo, Vezzali, Salvatori)

                    

Fioretto Maschile A Squadre (Avola, Aspromonte, Baldini, Cassarà)

Tiro A Segno: 2

Carabina Tre Posizioni Maschile: Campriani

Tiro A Volo: Rossi

Tiro Con L’’arco: 1

Arco A Squadre Maschile (Nespoli, Galiazzo, Frangilli)

Taekwondo: 1

Taekwondo Maschile: Molfetta

                               Canottaggio: 1

Kayak Slalom: Molmenti



Italia: 9 Medaglie D’argento

Scherma: 2

Fioretto Femminile: Errigo

Sciabola Maschile: Occhiuzzi

                                      Tiro A Segno: 3

Carabina 10 m  Maschile: Campriani

Pistola 10 m  Maschile: Tesconi

Tiro A Volo: Fabbrizi

Pallanuoto: 1

Pallanuoto Maschile

Canottaggio: 1

Canottaggio A Due Maschile: Battisti, Sartori

Boxe: 2

Boxe Maschile: Russo

Boxe Maschile: Cammarelle



Italia: 11 Medaglie Di Bronzo

Scherma: 2

Fioretto Femminile: Vezzali

Sciabola Maschile A Squadre (Montano, Occhiuzzi, Samele, Aspromonte)

Boxe: 1

Boxe Maschile: Mangiacapre

                           Pallavolo: 1

Pallavolo Maschile

   Ginnastica Ritmica: 1

Ginnastica Ritmica

     Atletica Leggera: 1

Salto In Lungo Triplo: Donato

Nuoto: 1

Nuoto Femminile Lunghe Distanze (10 Km): Grimaldi

Judo: 1

Judo Femminile: Forcinti

                             Ginnastica Artistica: 1

Anelli: Morandi

                             Ciclismo: 1

Mountain Bike Maschile: Fontana

Taekwondo: 1

Taekwondo Maschile: Sarmiento
 Sara B. 

giovedì 9 agosto 2012

La Cascina Creativa



In campagna, tra stradine sterrate e prati di Trofarello, c’è una piccola borgata: la Borgata Rivera. Qui Barbara, padrona di casa, ospita bambini per delle fantastiche settimane di centro estivo dal 9 luglio al 3 agosto e dal 3 all’11 settembre.
L'inizio della via
Quando mia mamma mi ha detto che sarei andata lì per le vacanze, all’inizio ero un po’ impaurita, perché non conoscevo nessuno, e per certi aspetti, fare nuove amicizie mi entusiasmava, mentre per altri ero spaventata di trovare bambini antipatici e sentirmi esclusa.
Jackie
Così, ad aprile, una delle giornate in cui la “cascina creativa”, perché è così che si chiama, era aperta per via delle vacanze di Pasqua, siamo andati a vedere il posto e conoscere Barby, così l’hanno soprannominata i suoi familiari.
Rudy
Siamo arrivati lì verso le 17.30 ,quando i pochi bimbi rimasti se ne stavano andando via, ed io e mia sorella abbiamo iniziato ad esplorare un po’ il posto: è un’enorme villetta, che ha 2 garage spaziosissimi, in cui ci sono un tavolo lungo in legno e uno spazio per giocare e riposarsi pazzesco, nonché altre tremila cose che non sto ad elencarvi se no facciamo notte! Poi, di fronte ai garage c’è un cortile pieno di pietre adatto a giocare a calcio, a pallavolo, correre e chi più ne ha più ne metta. Ci sono cuccioli di gatti e di coniglietti e tre bellissimi cagnolini: Rudy, Jackie e Gianduia.
L'interno
Barbara è gentile, simpatica, accogliente, comprensiva e severa al punto giusto, e mi ha dato subito l’impressione di una persona disponibile.
Tornando alla descrizione del luogo, delle transenne colorate sbarrano l’accesso al di là dei garage, perché c’è la casa vera e propria e lei non vuole che ci siano bambini ad infastidire i suoi familiari, che vivono tutti quanti all’interno della villa.
Alvaro
C’è nonna Elisabetta, soprannominata “Bina”, mamma Orsolina e il papà, di cui non so il nome. Poi il fratello Paolo e il marito, anche lui Paolo … tutti divertenti e solari.
Finito il lungo dialogo fra mia mamma e  Barby, siamo andate a vedere Alvaro e Gingia. Vi chiederete chi sono, vero? Ebbene, sono un asinello ed una capretta che vivono insieme nello stesso recinto e lei ci ha raccontato che una volta Alvaro è scappato e Gingia si è messa ad inseguirlo, così sono finiti quasi in autostrada, ma per fortuna gli hanno recuperati in tempo!
Gingia
Ormai era ora di ritornare a casa, e nonostante aver visto il posto ero ancora spaventata. Poi, passati i 2 mesi che ci separavano dall’inizio delle vacanze creative, abbiamo aperto il cancello e siamo entrati. Ad accogliere me ed Elisa c’erano Martina e Alice, le due animatrici, che ci hanno subito coinvolto nel giocare a memory, gioco in cui sono una frana totale.
Salutata mia mamma ho iniziato a guardarmi intorno: erano tutti bambini abbastanza piccoli, il più grande aveva 8 anni! Considerato, però, che non erano ancora arrivati tutti, ho aspettato con impazienza giocando a palla che arrivasse qualche ragazzina della mia età.
Dopo minuti e minuti di attesa finalmente è arrivata una bambina che mi è stata subito simpatica dal primo istante in cui l’ho vista, Camilla. E’ stata lei ad avvicinarsi a me e parlando un po’ ci siamo rese conto di avere tantissime cose in comune. Poi mi ha detto che sarebbe arrivata anche una sua amica, Elisa.
Mi è piaciuta anche lei, nonostante i nostri gusti siano molto diversi.
Hanno tutte e due 10 anni, quindi un anno in meno di me, solo che devono ancora fare 5° elementare.
Abbiamo giocato un po’ a schiaccia cinque e poi Alice e Martina ci hanno chiamato tutti dentro per dare gli incarichi della giornata: c’è un grosso foglio colorato con degli incarichi quali:
©     Acqua, cioè distribuire le bottiglie che verranno riempite per portare l’acqua ad Alvaro e alle piante.
©     Piatti, cioè distribuire i bicchieri nelle varie merende e a pranzo e poi lavarli.
©     Asciuga, cioè asciugare i piatti.
©     Ramazza, cioè passare la scopa a terra finito di mangiare
©     Relax, cioè stendere dei tappetini colorati simili a quelli dello yoga, e sopra di essi mettere delle coperte per il momento dopo pranzo.
Merenda
Questi incarichi si fanno a coppie e credo che il primo giorno abbia fatto acqua con Camy … però non ne sono sicura.
Dopo la merenda, sempre  con succo Ace  e biscotti, abbiamo iniziato a parlare dei diritti naturali di bimbi e bimbe e ci siamo messi a colorare dei disegni che poi sono stati incollati sul “grande cartellone dei diritti”.
Un po’ di gioco libero e poi andarsi  a lavare le mani per il pranzo. A disposizione ci sono un frigo ed un microonde. Ci sarebbe anche un forno, solo che non funziona! Mi ricordo che Camilla aveva la pizza, ma non quella che si compra in panetteria, la pizza che servono al ristorante, mentre Ely aveva una semplice pasta al pesto.
Pranzato, ci siamo messe sui tappetini giocando ad obbligo o verità, e se posso darvi un consiglio, scegliete sempre verità perché gli obblighi imposti da quelle due pazze sono stati: annusa la scarpa di Gabriele, lecca il lenzuolo, ripeti 30 volte sono scema e tutte cose di questo tipo!
Dopo di che in noiosissimo momento dei compiti è arrivato e così ci siamo messe sul tavolo.  Io aiutavo loro, ma visto che io ero la più grande nessuno, oltre ovviamente le animatrici e Barbara
La giornata è andata avanti benissimo ed anche la settimana, in cui venerdì abbiamo fatto i giochi d’acqua che prevedono:
©     Due o tre giochi tipo spegni la candela con la pistola, o il quiz che se sbagli una risposta vieni bagnato dagli altri ecc.
©     Il lancio dei gavettoni in cerchio
Il paesaggio
©     La battaglia finale con i bicchieri da riempire dell’acqua contenuta nelle bacinelle e poi da buttare addosso a tutti.
Però ora, invece di descrivere ogni mia giornata alla Cascina Creativa, vorrei scrivere un po’ sull’amicizia che si è stretta tra me, Camilla ed Elisa nel corso delle settimane.
Pian piano che ci conoscevamo diventavamo sempre più legate ed in due settimane eravamo già migliori amiche. Poi, a metà della terza settimana Camy se n’è andata ed io ero tristissima … a casa mi sono pure messa a piangere. Se vi chiedete il perché ecco la risposta: come vi sentireste se non poteste vedere la vostra migliore amica o il vostro migliore amico per un anno?
Meno male che c’era ancora Elisa a consolarmi!
Un'attività
Gli ultimi sette giorni sono stati un po’ noiosi perché da 21 bambini che eravamo negli altri giorni siamo passati a 10-12. Poi Ely faceva solo mezza giornata tranne giovedì e venerdì e quindi il pomeriggio mi ritrovavo sola. C’era una bambina di nove anni con cui avrei potuto stare, Sofia, ma è un’amante degli animali e stava sempre insieme ad un gattino e le poche volte che parlava con me era sempre per picchiarmi! Lei lo faceva per scherzo ma a me faceva male davvero!
La strada per il pioppeto
L’ultimo giorno, invece, abbiamo fatto un’ultima, super battaglia finale ad acqua, e Barby a preso l’idropulitrice, una specie di pompa, ed ha iniziato a spruzzare acqua da tutte le parti; pensare che è pure spuntato  l’arcobaleno sul terreno!!!
Così, dopo i gavettoni, io ed Ely ci siamo salutate, con la promessa che ci saremo riviste al mio compleanno e anche in altri mesi.
Che dire, le giornate alla Cascina, tra pic-nic al pioppeto, un boschetto, nuove amicizie, attività divertenti e battaglie ad’acqua, sono state fantastiche e consiglio a tutti quelli che leggono questo post di andarci!
Ecco il sito: http://www.cascinacreativa.it/



Sara T.

venerdì 25 maggio 2012

UNA GIORNATA SPECIALE: L'USCITA DIDATTICA AI LAGHI DI AVIGLIANA

Il 12 aprile la 2°I e la mia classe, la 1°I, siamo andate in gita ai Laghi di Avigliana, vicini a Torino. Siamo partiti alle 8:30 su un pullman privato e abbiamo viaggiato circa mezz’ora. Arrivati ai laghi ci siamo divisi in due gruppi: uno per ciascuna classe. Il nostro gruppo, innanzitutto, si è recato nell’area pic-nic, dove la guida naturalistica ci ha fatto una piccola introduzione; ci ha spiegato che i laghi di Avigliana sono due: uno piccolo e uno un po’ più grande, anche se a prima vista sembrano uguali. Quello piccolo è profondo 14 metri e non è balneabile, mentre quello grande è profondo 30 metri ed è balneabile. Ci ha spiegato che il Lago piccolo, in confronto a quello grande, ha mantenuto di più il suo aspetto naturale, perché non viene utilizzato dall'uomo. Ci siamo quindi radunati sulla riva, dove la guida naturalistica ci ha fatto vedere gli uccelli che vivono nel lago: abbiamo guardato i Germani reali  che sono una specie di anatre. Le femmine, sono di un colore marroncino-grigetto; invece i maschi hanno la testa azzurro scuro e il corpo nero. Questi uccelli hanno colori così diversi del loro piumaggio perché le femmine, che devono covare le uova, si mimetizzano tra gli alberi; i maschi, invece, che non covano, non devono si nascondono, ma volano per procurare il cibo per i piccoli. Gli animali che d'inverno si fermano in questo habitat, hanno bisogno di riprodursi e di trovare cibo. Per non bagnarsi, gli uccelli hanno un piumaggio impermeabile. La guida ci ha detto anche che le anatre sono perfino abili tuffatrici. Dopo l’inverno, quando la temperatura si innalza, gli animali si svegliano dal letargo. Nel lago c’erano anche altri uccelli curiosi: gli svassi: essi hanno il becco lungo appuntito ed  hanno una loro caratteristica specifica: il ciuffo sulla testa, riescono a stare sott'acqua fino a 2 minuti; anche se fanno il nido con canne palustri, gli svassi non si riproducono tra i canneti e quindi fanno il nido altrove. Essendo pesanti per il loro piumaggio, non riescono a volare. Nel periodo primaverile, i maschi corteggiano le femmine facendo una danza molto particolare: si chiama” danza degli specchi”, perché quando il maschio fa un movimento, la femmina lo ripete come fosse riflessa in uno specchio. Poi abbiamo visto le folaghe: uccelli neri con il becco bianco. Finita la dettagliata spiegazione abbiamo fatto un breve intervallo, che è durato 5-10 minuti. Dopo, sempre con la stessa guida, ci siamo inoltrati nel bosco attorno al lago. Abbiamo seguito un sentierino. Camminando, abbiamo visto una quantità enorme di alberi e di fiori. La guida ci ha detto che gli alberi immersi nell'acqua erano salici e che questi possono vivere addirittura fino a 200 o 300 anni. Sia i salici che i pioppi hanno fiori maschili e femminili. Le canne palustri, pur vivendo immerse nell’acqua, non marciscono mai. Ci ha anche spiegato che nell'acqua c’è poca aria e per sopravvivere, le piante hanno al loro interno delle specie di canali che permettono loro di respirare. La guida ci ha raccontato di una pianta, di cui non ricordo il nome, che, per difendersi dagli insetti e dagli animali, emana un cattivo odore simile a quello dell’aglio. Ci ha poi mostrato delle piante rampicanti come l’edera. Finita la spiegazione abbiamo ripercorso il sentiero ed è finalmente arrivato il momento di fare uno spuntino. Tutti noi ci eravamo portati il pranzo al sacco. Terminato il pasto siamo andati a giocare nel prato. Le femmine giocavano a pallavolo con una palla di gomma, mentre i maschi si divertivano a giocare a calcio; altri, non interessati ai giochi, fotografavano o prendevano appunti sugli uccelli del lago. Dopo una mezz’oretta, tra un calcio e l’altro, la palla è finita nel lago. Il proprietario era rosso dalla rabbia e continuava ad urlare: <<La mia palla! Chi è stato a buttarla in acqua!?! >>. Che divertimento! Grazie all’agilità di una professoressa, la palla è stata recuperata, meno male! Dopo circa un’ora, finiti la pausa e il pranzo, è tornata la guida. Divisi di nuovo in due gruppi, noi siamo andati a visitare il lago grande. Era lontano, così abbiamo fatto il percorso a bordo di un pullmino. Arrivati, la guida ci ha portati a vedere la palude. Bisognava stare in silenzio per vedere gli animali. Ci è sembrato di intravedere una piccola rana, ma quando ci siamo avvicinati, è scappata. Quando siamo usciti dalla palude eravamo un po’ delusi perché non avevamo visto nessun animale. In seguito, percorrendo un sentiero, abbiamo raggiunto una costruzione vicino alla palude dove c’era un laboratorio. Qui abbiamo potuto osservare al microscopio gli insetti che abitano il lago: l’acaro parassita, il chironomide, la larva di coleottero e di zanzara. Poi la guida, sempre nel laboratorio, ci ha fatto vedere degli animali imbalsamati: sembravano vivi! Ci ha spiegato che, per fortuna, questi animali non sono stati uccisi apposta,  ma sono stati trovati morti nel bosco e, siccome erano in buone condizioni, si è pensato di imbalsamarli. Successivamente ci siamo fermati in un prato vicino al lago grande, abbiamo fatto merenda e giocato nuovamente per una mezzoretta. Anche stavolta la palla da calcio è finita nel lago e, per fortuna, di nuovo recuperata! Finita quest’ultima pausa, abbiamo raggiunto il pullman e siamo tornati a Torino. Questa gita, anche se un po’ noiosetta, è stata molto istruttiva e divertente. Abbiamo visto e imparato tante cose interessanti, ma abbiamo anche giocato ed è stato divertente soprattutto quando la palla è finita nel lago!

GERMANO REALE
SVASSO

FOLAGA

ALCUNI ANIMALETTI AL MICROSCOPIO
                                                              
SALICE

giovedì 24 maggio 2012


 UNA GIORNATA AI LAGHI DI AVIGLIANA

Giovedì 12/4, assieme alla classe 2^I, ci siamo recati ai laghi d' Avigliana per una gita naturalistica di un giorno. Come tutte le mattine, dopo l' appello in classe, ci siamo diretti in Piazza Guala per prendere il pulman. Partiti da lì alle 8:30, dopo un vivace e allegro viaggio di quaranta minuti, siamo arrivati a destinazione.
I Laghi di Avigliana sono due e, assieme alla palude dei Mareschi, fanno parte di un parco nazionale. Oltre alla diversa dimensione i due laghi hanno un altra differenza: l' antropizzazione, che nel Lago Grande è di gran lunga più accentuata. 
Lì abbiamo trovato le due guide che ci hanno dato il benvenuto. Ci siamo poi recati in uno spiazzo, dove abbiamo osservato parte della fauna locale tra cui le papere, le anatre e i germani reali. Dopo un' accurata spiegazione sulla fauna e sulla flora da parte di Laura, la nostra guida, abbiamo avuto il privilegio di vedere il rituale di accoppiamento tra due svassi. 
Terminata la merenda, ci siamo incamminati nella boscaglia lungolago mentre la guida ci  faceva notare qualche insetto lacustre e gli alberi del posto. Per osservare gli insetti abbiamo sguazzato nel Rio Giacomino, uno dei tanti immissari che si gettano nel lago piccolo. Abbiamo così fatto una lungha camminata e verso mezzoggiorno, siamo ritornati allo spiazzo dove c' era il bar per pranzare. Al termine abbiamo giocato a calcio e a pallavolo, osservato gli uccelli aquatici e qualcuno di noi è andato a finire con i piedi a mollo nel lago. Poi, verso le 14:30, il pulman ci ha accompagnati al Lago Grande e lì,  con un' altra guida di nome Tiziana, abbiamo attraversato la palude dei Mareschi in cerca di rane, percorrendo un lungo ponte perchè è quasi completamente ricoperta di canne. Sfortunatamente non ne abbiamo vista neanche una, ma mentre tornavamo indietro ci siamo fatti quattro risate a spese di tre nostri compagni cascati nelle ortiche. Raggiunto un piccolo laboratorio, c'è stata la possibilità di osservare degli insetti al microscopio tra cui una larva di mosca. Poi, sulla via di ritorno , abbiamo trovato un piccolo parco e ci siamo fermati un po' a giocare.
Alle 16.30 saliti sul pulman, ci siamo diretti verso Torino, dove ci aspettavano i nostri genitori, stanchi ma felicissimi dell' esperienza vissuta e della bellissima  giornata trascorsa. 
A me è piaciuta moltissimo questa gita e spero che l' anno prossimo ne faremo una ancora più bella.
                                                                     Matteo

UNA GIORNATA SPECIALE
 
USCITA DIDATTICA AI LAGHI DI AVIGLIANA
E finalmente arriva il dodici aprile!
Mi alzo allegra e piena di entusiasmo: oggi si va in gita!
E' la mia prima uscita di un giorno della scuola media.
La sera prima preparo con cura tutto l'occorrente: due merendine per la pausa delle dieci, due bottigliette d'acqua nel caso abbia sete durante le camminate, due panini per l pranzo al sacco, carta e penna per prendere appunti o per giocare a tris sul pullman e infine i fazzoletti.
Nei giorni precedenti ha sempre piovuto, quindi decido di portare con me ombrello e k-wai, ma, dato che sono ottimista e tutte le previsioni danno una bella giornata, porto la palla per giocare nel  prato. E non rimango delusa: il tempo è soleggiato e tiepido, unico giorno così,  in mezzo a una settimana di pioggia
La partenza è prevista per le otto e mezza quindi ci troviamo tutti a scuola per le otto, pronti per l'appello. Con noi vengono la professoressa Marchesi, di lettere, e la professoressa Schiavina, di sostegno.
Io, Bianca, Sara T., Alessia e Sara B. facciamo le foto prima del viaggio.
Dalla scuola raggiungiamo il pullman in Piazza Guala con la 2^ I che viene con noi.
Già da qualche settimana io e Bianca abbiamo deciso di stare sedute accanto, ma non ci siamo messe d'accordo su chi di noi debba stare vicino al finestrino.
Ci mettiamo un po' a litigare, finchè lei non ne può più e la spunto io!

Durante il viaggio non sappiamo come far passare il tempo e così io le propongo di giocare a "Nomi cose città"; ma tutte e due ben presto ci stufiamo e quindi decidiamo  di ascoltare la musica col suo cellulare.
Dopo circa tre qurti d'ora arriviamo ad Avigliana, la nostra destinazione e lì troviamo ad attenderci le due guide naturalistiche che ci accompagneranno alla scoperta dei laghi.
Subito noto il modo in cui sono vestite: una tuta comoda, gli scarponi, uno zaino molto grande -e anche pesante, secondo me- e una specie di adesivo con sopra scritto “Guida Naturalistica” e sotto “Laghi di Avigliana”.
Scendiamo, prendiamo gli zaini e ci diviamo in classi.
La nostra guida si chiama Laura, una signora molto decisa con i capelli biondi sfumati sul rosso.
Subito ci dice che la giornata verrà divisa in due: la mattina visiteremo il Lago Piccolo e nel pomeriggio il Lago Grande.
Laura decide di iniziare parlandoci della fauna che abita il lago.
Ci sono molti uccelli tutti colorati, con nomi bizzarri e difficili da ricordare. A me sembrano tutti delle papere.
La guida ci spiega che il maschio, per conquistare la femmina, deve dimostrare di essere un buon padre, poi deve fare una danza molto      singolare che si chiama "Danza dello Specchio": i due animali si mettono uno di fronte all'altro e il maschio deve imitare i movimenti della femmina. Dopo aver fatto ciò si immerge nelle profondità del lago e deve riuscire a risalirlo con un'alga nel becco, per dimostrare alla femmina di essere un buon cacciatore di prede. Mentre la madre cura i suoi piccoli, il padre gira intorno al nido per proteggerlo.
Anche la flora presenta aspetti molto interessanti: passeggiando notiamo che intorno al lago ci sono delle specie di spighe che in milioni di anni sarebbero in grado di ricoprirlo. Se marciscono formano una  torba che assomiglia alla terra e che la guida ci   permette di portare via.
Più avanti ci spiega che, affinchè un lago non si prosciughi, c'è bisogno dell'argilla -un materiale impermeabile-; ne raccoglie un po' e noi la mettiamo in un sacchetto per portarla a scuola.
Le sue spiegazioni sono molto piacevoli, ma io sono stanca di stare in piedi: voglio sedermi.
Arriviamo ad un piccolo ruscello dove dentro ci sono dei sassi e lei ci spiega che, attaccati ad essi, vivono delle piccole larve.
Poi ci invita ad entrare dentro il fiumiciattolo con lei per raccoglierle.Tutti lo fanno, ma io no: preferisco rimanere a terra con i piedi asciutti a scattare foto.
Camminiamo ancora un po', ascoltando le sue spiegazioni.
Ci fa anche vedere un albero in cui un picchio ha stabilito il suo nido.
Poi torniamo inidetro in un'area attrezzata con  dei tavoli e ci  fermiamo lì per pranzare.
Noi ragazze, al contrario dei ragazzi che usufruiscono dei tavoli, ci siediamo sull'erba e ascoltiamo musica.    
Finito il pranzo Bianca, Sara T, Alessia, Sara B ed io andiamo a giocare a palla in un prato lì vicino e per un po' con noi gioca anche la professoressa Marchesi.
Decidiamo di comprarci le patatine e, mentre stiamo andando al bar, noto che Laura sta fumando una sigaretta e mi sembra un po' strano, perchè lei è una guida naturalistica e non sta facendo una cosa molto naturalistica. Lascio perdere e coi miei dubbi  in proposito vado avanti.
Poi arrivano i ragazzi della prima e della seconda che vogliono giocare a calcio e quindi siamo costrette a spostarci.
A noi si aggiungono anche delle ragazze della 2^ I, che si sono dimenticate di portarsi il pallone, e anche Serana, Rania, Chloè e Ilaria.
Giochiamo a palleggi  per un po', però poi la pausa finisce e dobbiamo risalire sul pullman per dirigerci al Lago Grande.
Stavolta sto seduta vicino a Sara T. La durata del tragitto è veramente breve: 10 minuti e siamo già lì.
Appena scesi notiamo che vicino a noi c'è un recinto con delle mucche e un vitellino appena nato, molto tenero.

Ora Laura accompagna la seconda e noi andiamo a visitare la palude con l'altra guida, Tiziana, una signora piuttosto energica con i capelli neri.
Camminiamo per circa dieci minuti e arriviamo davanti ad una lunga passerella di legno sospesa in mezzo allo stagno.
La attraversiamo tutta mentre la guida spiega.
E' molto bella e interresante questa passeggiata. Speriamo di riuscire a vedere qualche animale, ma appena ci avviciniamo loro scappano impauriti.
L'esperienza pratica è terminata, ora ci aspetta una visita in laboratorio con Laura.
Appena entriamo ci fa sedere di fronte a un  proiettore.
Poi  prende delle piccole bacinelle con dentro un po' d'acqua e, in ciascuna, un essere minuscolo.
Le mette sotto un microscopio e noi le vediamo su uno schermo, molto ingrandite.
Appena mostra la prima  io mi volto perchè la vista di quegli esseri viventi decisamente brutti mi fa impressione.
Ne fa vedere altri cinque o sei, tutti quanti orribili, e io cerco di resistere a guardarli, perchè comunque sono  incuriosita.
Mentre usciamo uno alla volta, possiamo osservare da vicino, a dimensione naturale, gli esserini che ci ha appena fatto vedere ingranditi; e io mi sento un po' sciocca per aver avuto paura di una cosa così piccola!
La guida ci fa tornare al pullman, ma non è ancora il momento di ripartire per Torino e così ci fermiamo in un giardinetto.
Non ci sono  molti giochi, però è divertente lo stesso.
Quando arriva anche la seconda I io mi allontno dalle mie amiche e vado a guardare mia sorella che gioca a calcio con i ragazzi della sua classe: è veramnte scarsa!
Stiamo lì per un'oretta circa finchè le professoresse non decidono che è arrivato il momento di tornare a casa.
In pullman mi siedo vicino a Sara T., ma questa volta non sto vicino al finestrino.
Per tutto il viaggio ascoltiamo musica e chiacchieriamo.
Mia mamma viene a prendermi in piazza Guala, io saluto tutti e finalmente vado a casa.
Mi sono divertita molto, ma sono anche stanchissima! Mamma e papà mi assillano per sapere come è andata, che cosa abbiamo visto, se ci siamo divertiti, se abbiamo mangiato, se abbiamo avuto freddo oppure caldo... E' incredibile quante domande riescano a farti i genitori nel momento sbagliato! Questo è uno di quei momenti in cui apprezzo di avere una sorella che viene nella mia stessa scuola, nella mia stessa sezione e fa la mia stessa gita! E soprattutto che ha molta più pazienza di me con mamma e papà! Il racconto della giornata tocca tutto a lei. Io l'ascolto sdraiata sul divano mentre mi godo il meritato relax!

Ilaria P.