mercoledì 31 ottobre 2012




L’ANTICA TRADIZIONE DI


Halloween è tra i più antichi riti celebrativi la cui origine risale alla notte dei tempi. La sua crescente popolarità anche in Europa, deriva dalla tradizione americana nella quale la notte di Halloween è la notte dei travestimenti e del dolcetto o scherzetto.

Narra una leggenda che gli spiriti dei morti durante l'anno, tornassero la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l'anno successivo. 

I contadini dei villaggi, perciò, rendevano le loro case fredde ed indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini, e mascherandosi da mostri gironzolavano tra le case per far scappare di paura tutti gli spiriti che incontravano.


Noi oggi lo festeggiamo guardando film 
di paura o travestendoci con vestiti paurosi facendo spaventare gli amici!!!






          




giovedì 25 ottobre 2012


Una giornata a Ondaland

Una delle giornate migliori delle mie vacanze è stata quella trascorsa ad Ondaland.

Ondaland si trova a  Vicolungo vicino a Novara, ed è un parco acquatico fantastico con tre grandi piscine, una con le onde e le altre con gli scivoli.
Sono andato con l’Estate Ragazzi Vianney, ci siamo rimasti un’intera giornata è abbiamo provato tutte le attrazioni.
L’ attrazione migliore è stato lo space boat (detto anche cipolla), è un kamikaze!




Un altro scivolo che mi è piaciuto è il cobra, è uno scivolo su cui si va in 8 su un gommone  rotondo.


I quattro kamikaze bianchi sono davvero divertenti, anche se si sbatte la testa!


MARCO.N

mercoledì 24 ottobre 2012

KARATE
Questo per me è il 6° anno che pratico karate.
il karate è un’ arte marziale nata ad Okinawa in  Giappone, prevede la difesa a mani nude, senza l'ausilio di armi.

KATA

Comprende il kata , un esercizio individuale o a squadre che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari, e il kumite, l'incontrarsi con le mani: nel confronto reale come in quello di palestra è necessario un avversario. Lo scopo del vero combattimento è quello di abbattere l'avversario, quello del kumite è la crescita reciproca dei praticanti.

KUMITE

Nel karate ci sono vari livelli a seconda del colore della cintura:
 Bianca - Gialla - Arancione - Verde - Blu - Marrone - Nera

Io adesso indosso la cintura marrone e se tra 2 anni vinco un campionato italiano avrò la nera.

COSA SIGNIFICA LA PAROLA KARATE
Kara significa vuoto e te significa mano.
La parola giapponese karate, nel complesso, si compone di vuoto e pugno. 
OKINAWA

    
La palestra in cui mi alleno si chiama Funakoshi Torino, questo nome deriva da un grande maestro di nome “Gichin Funakoshi”.
E’ una bella cosa imparare un' arte marziale, però ci vuole tanto sacrificio.

                                                                                     STEFANO FISCINA
Comprende il kata , un esercizio individuale o a squadre che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari, e il kumite, l'incontrarsi con le mani: nel confronto reale come in quello di palestra è necessario un avversario. Lo scopo del vero combattimento è quello di abbattere l'avversario, quello del kumite è la crescita reciproca dei praticanti.

KUMITE

Nel karate ci sono vari livelli a seconda del colore della cintura:
 Bianca - Gialla - Arancione - Verde - Blu - Marrone - Nera

Io adesso indosso la cintura marrone e se tra 2 anni vinco un campionato italiano avrò la nera.

COSA SIGNIFICA LA PAROLA KARATE
Kara significa vuoto e te significa mano.
La parola giapponese karate, nel complesso, si compone di vuoto e pugno.
OKINAWA

    
La palestra in cui mi alleno si chiama Funakoshi Torino, questo nome deriva da un grande maestro di nome “Gichin Funakoshi”.
E’ una bella cosa imparare un' arte marziale, però ci vuole tanto sacrificio.

                                                                                     STEFANO FISCINA

LO SCI

Lo sci raccoglie diverse discipline sportive invernali, accomunate dall'uso degli sci come strumento per la percorrenza di distanze su fondi nevosi.



ORIGINI


Lo sci è probabilmente il più antico mezzo di locomozione inventato dall'uomo, prima ancora della ruota. Non esiste una datazione certa dell'uso degli sci. Alcuni ritrovamenti fossili in Siberia, Scandinavia e Lapponia datano i primi strumenti di questo tipo al 2500 a.C. circa; in una torbiera di Hoting, in Svezia, in particolare, ne sono stati rinvenuti un paio in ottime condizioni di conservazione e risalenti a quel periodo. Famoso è poi il petroglifo ritrovato nell'isola di Rødøy, in Norvegia: una splendida incisione rupestre, databile intorno al 2000 a.C., che rappresenta una figura umana con ai piedi degli inconfondibili sci.
Veri specialisti degli sci furono però i Lapponi; circa 2000 anni fa calzavano uno sci lungo e sottile, quasi come quello attuale, nel piede destro, mentre nel sinistro ne calzavano un altro più corto con sotto una pelle di foca, usato per appoggiarsi e darsi la spinta. Questo particolare mezzo di locomozione era ancora in uso in Lapponia fino all’inizio del nostro secolo.
Nelle Storie di Erodoto (IV secolo a.C.) si parla di popoli dell’Asia minore con “scarpe di legno” per spostarsi sulla neve e alcuni riferimenti compaiono anche nell’Eneide di Virgilio.
È stato pure scoperto che nell’arcaico alfabeto cinese esiste un ideogramma che significa ed indica un preciso attrezzo: la “tavoletta per scivolare”. Con maggiore precisione l’uso degli sci è descritto nella Historia de Gentibus Septentrionalibus (1565) scritta da Olao Magno, arcivescovo di Uppsala e plenipotenziario del re di Svezia presso la Santa Sede.
Il primo italiano a usare un paio di sci pare sia stato il prelato Francesco Negri nel suo viaggio in Lapponia nel 1663, durante il quale raggiunse Capo Nord: egli riferisce di “due tavolette sottili, che non eccedono in larghezza il piede, lunghe otto o nove palme, con la punta alquanto rilevata per non intaccar la neve” (dal libro pubblicato postumo “Viaggio settentrionale”).
Con gli sci si possono percorrere dai 300 ai 400 chilometri al giorno, e sembra proprio che la colonizzazione dell’America sia avvenuta con gli sci ai piedi. A testimonianza di tali eccezionali risultati, nel 1888 Fridtjof Nansen (studioso, esploratore, premio Nobel per la pace nel 1922) in 39 giorni raggiunse la Groenlandia, la attraversò interamente ed arrivò infine nella baia di Baffin (America). La sua avventura è narrata nell’opera Con gli sci attraverso la Groenlandia del 1890.
SCI COME SPORT
In Norvegia gli sci erano usati abitualmente in tutto il medioevo, e si può benissimo immaginare che qualche sfida fosse avvenuta, ma per assistere alle prime vere gare si deve attendere fino a quando, a metà dell'Ottocento, Sondre Nordheim, un abitante del Telemark norvegese (della cittadina di Morgedal) rivoluzionò lo sci, inventando lo stile detto appunto telemark e facendone uno sport. Fino ad allora, infatti, complici anche gli attrezzi, fissati in modo precario a scarpe di pelle o cuoio che non davano alcun sostegno, non esisteva ancora una tecnica per curvare e per frenare.
La prima vera gara tipicamente sportiva avvenne nel 1843 a Tromsø, sempre in Norvegia. Diciassette anni dopo, nel 1860, il re organizzò una vera e propria competizione ufficiale a Oslo, mettendo in palio la coppa Holmenkollen.
Prima della diffusione in Europa centrale, lo sci conobbe una sua fortuna dal 1854 in poi in Canada, nel Nevada ed ai confini della California tra i cercatori d'oro.
Nelle valli alpine italiane gli sci invece arrivarono con moltissimo ritardo, salvo una zona molto limitata della Carnia per una singolare circostanza: nella Guerra dei trent'anni partecipò un gruppo di soldati scandinavi, che alla pace di Vestfalia del 1648 rimasero in Carnia, trapiantandovi così questo costume, che però non fece molta presa sui valligiani.
La diffusione dello sci in Italia dovrà aspettare più di due secoli, fino al 1886, anno in cui il numismatico e alpinista Edoardo Martinori, di ritorno da una traversata in sci della Lapponia, riportò con sé il paio da lui usato, di cui fece dono alla sezione romana del Club alpino italiano, da lui fondata, suscitando un notevole interesse nella stampa[1][2].
LA MIA ESPERIENZA NELLO SCI
LO PRATICO DA QUANDO AVEVO 2 ANNI , LO PRATICO A SESTRIERE IN VAL CHISONE, NeLLO SCICLUB VALCHISONE. La mia specialità è sci di discesa.

LORENZO
FALLETTI
 

giovedì 18 ottobre 2012

le mie vacanze a Predappio


PREDAPPIO

Quest’estate ho trascorso un mese da mia mamma a Predappio, un paesino molto piccolo ma carino, appoggiato su una collina in provincia di Forlì.

Li ho tanti amici con cui gioco tutti i giorni a calcio e vado in bici.

Oltre che bello, è anche  storico infatti c’è la Casa Natale di Mussolini, un edificio di modesta fattura: una tipica casa rurale romagnola, costruita con sassi e pietra  senza intonaco esterno. Qui, il 29 luglio 1883, nacque Benito Mussolini.

Oltre che la casa c’è il cimitero, dov’è possibile visitare la cripta del “Duce”.



Il Palazzo del  Comune si chiama “Palazzo Varano”, lì c’è l’ ufficio del sindaco, Giorgio Frassineti.


È stato un mese fantastico e il prossimo anno spero di ritornarci. 





mercoledì 17 ottobre 2012


La nostra nuova villa




In una caldissima giornata di Luglio, in Tunisia, abbiamo finito di mettere a posto la nostra nuova villa di tre piani, che avevamo iniziato a costruire due anni fa.
Si trova a Boumardes, vicino a Mahdia, il paese d’origine di mio padre.
C’ è un giardino abbastanza grande e nell’ ultimo piano c’è un grande terrazzo e una cucina   al primo piano.
Ci sono circa diciassette stanze di media grandezza.
Abbiamo deciso che il piano terra verrà affittato da una famiglia di quattro persone.
Per quella occasione, come tutti i musulmani, abbiamo ucciso un agnello poi, con una mano tinta di sangue, mio zio ha lasciato un’ impronta vicino alla porta e per tutto il perimetro della casa ha sparso delle gocce di sangue.
Siccome mi fa senso vedere un agnello morto  in una pozza di sangue, mi sono rifugiata all’ ultimo piano a giocare con la wii!
Al tramonto si è riunita la nostra famiglia al completo e, dopo aver apparecchiato quattro tavoli per più di venti persone, e aver sentito la preghiera , abbiamo iniziato a mangiare.
Il menù prevedeva:
                               1° piatto = zuppa di pesce
2° piatto = Cous – Cous con la carne di agnello ucciso in precedenza
Contorno = Harissa fatta in casa, che è una specie di “frullato” di peperoni piccanti, e il  breek che è un tipo di pasta sfoglia fritta ripiena con prezzemolo, tonno, uovo e capperi.
Inoltre mia mamma aveva fatto il pieno di bibite di ogni genere.
Infine abbiamo mangiato cocomeri, meloni, fichi e fichi d’ india e tre torte al cioccolato che avevo fatto nella mattinata.
Verso le otto è venuto l’ IMAM, tutti gli uomini si sono radunati nel salotto e hanno pregato.
In curiosità chiedevo a mia madre se potevo portargli qualcosa de mangiare solo per vedere com’ era : era un uomo giovane e con una barba lunga, lui ci ha raccontato che, quando c’era ancora Ben Ali, che era il presidente della Tunisia, l’avevano rapito e picchiato solo perché
 crede in Allah.

 Verso l’una del mattino, io e dei miei amici ci siamo riuniti sopra ad una casa in costruzione e abbiamo giocato a prendere fino alle sei del mattino.

Fine
                                                                       Rania    

una piacevole sorpresa!





Una piacevole sorpresa!
Quest’estate sono andata una settimana a Padenghe sul Garda da mia zia, con tutta la mia famiglia. Una sera i miei genitori mi hanno avvisata che la mattina seguente ci saremmo dovuti svegliare presto per andare in un outlet a Brescia : io e mio fratello eravamo molto molto tristi per questa notizia!
La mattina dell‘otto agosto siamo partiti all’alba e io e Axel ci siamo addormentati in macchina. Al nostro arrivo io ho aperto gli occhi e ho visto la scritta: “Gardaland”, è stata una grande sorpresa!!!!
Appena varcata la soglia una massa di persone ci è venuta addosso: essendo agosto c’era moltissima gente!! Le attrazioni sono molte e, con la cartina in mano come se fossimo in una grande città, le abbiamo provate quasi tutte.
Partendo dal “Blu Tornado” che ho fatto con mio padre e che è stata quella che mi è piaciuta di più: il seggiolino è legato in alto e tu fai un sacco di capriole, poi visto, che eravamo in prima fila , sembrava che i pali che reggono le attrazioni ci venissero addosso!!
Poi c‘erano le giostre sull’acqua, dove ti bagni tutto, come “Colorado Boat” con i tronchi , “Fuga da Atlantide” con un gommone , “Jungle Rapids” sempre con un gommone che ti porta alla scoperta del passato: è tutto buio e si illuminano le statue dell’antica Grecia.
Quello che purtroppo non sono riuscita a fare è stato il “Raptor”, perché c’era circa un’ ora e mezza di coda e essendo già le otto abbiamo deciso di fare giostre più piccole e siamo andati al “Top Spin” c’è questa giostra dove sei seduto e hai l’ imbragatura ti blocca puoi solo muovere i piedi. Fai capriole su te stesso è molto divertente ( ma da non fare dopo aver mangiato)!!
Un’attrazione che io e la mia famiglia non faremo mai più è la “Casa di Prezzemolo”, che ho fatto cinque anni fa, pensavamo di andare sull’enorme albero a fare le foto e invece ci siamo ritrovati in un ascenzore al buio e dopo in una stanza dove ci hanno fatto sedere e girava tutto!
E’ stata una bellissima esperienza, anche se c’ero già andata nel 2007 ma non è stata la stessa cosa, perché io ero troppo piccola e non avevo potuto accedere a tutte le attrazioni!